Credo in cose reali e in altre che non lo sono e credo in altre cose ancora che nessuno sa se sono reali o no
Credo anche io in Babbo Natale e nella Befana, in Marilyn Monroe e Audrey Hepburn, in Elvis e in Hendrix.
Credo che nell’universo ci sia qualcun altro oltre l’essere umano, credo che la nostra sia approssimativamente la società meno evoluta nell’universo e che ci siano miliardi di stelle messe apposta li dove sono per poter essere viste da me. Credo che gli uomini siano imperfetti e irrazionali. Credo che il Sapere sia infinito e che non basti una vita per riconoscerlo in ogni sua forma. Credo negli alieni e nelle fate, nei pixie e nelle banshee. Credo che il futuro sia preoccupante, che la Natura agghindata di mille fiori bianchi venga prima o poi a prenderci a calci nel sedere, che la stupidità sia dilagante e che presto o tardi conquisterà il pianete. Credo che gli uomini siano solo bambini troppo cresciuti. Credo che nelle piccole cose si nasconda il senso della vita. Credo nelle sfumature che rendono questo mondo qualcosa di più di una palla colorata. Credo che da qualche parte possa ancora esistere qualche uomo-bambino che non si vergogna a giocare con i soldatini. Credo nel declino della società conseguente alla scoperta del fuoco. Credo nella comunicazione come mezzo di autodeterminazione, autovessazione e autodistruzione. Credo negli airbag che la vita ogni tanto mette li quasi a caso. Credo nei sorrisi e negli abbracci. Credo che la classe dirigenziale e politica sia un ammasso di bambini viziati che litigano per i loro trenini. Credo che il declino del sesso porterà al preferire ad esso una qualsiasi attività meno endorfinica, che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare, che un ora di sesso brucia e renda più appagati di un ora a fissare le proprie cosce in uno specchio mentre salgono e scendono supporti di gomma blu. Credo che tutti quelli che affermano che il sesso sia un’attività sopravvalutata non l’abbiano mai fatto come si deve. Credo che l’eccessiva mania igenica abbasserà talmente tanto le nostre difese immunitarie che prima o poi moriremo per un banale raffreddore, che la metà dei farmaci che consumiamo ci faccia più male che bene, che dietro il nome comune di aspirina si nasconda la panacea di tutti i mali. Credo nell’improbabilità. Credo che la luce sia un onda e una particella contemporaneamente e che da qualche parte c’è un gatto in una scatola allo stesso tempo vivo e morto e che tutto sia cominciato con il caos e che cosi finirà tutto. Credo che il disordine giustifichi ogni possibile forma di cambiamento. Credo che ad ogni reazione corrisponda una reazione uguale e contraria, che ogni equilibrio perturbato tenda a ristabilire un nuovo equilibrio, che Achille non raggiungerà mai la Tartaruga. Credo che l’egocentrismo e la presunzione a volte siano giuste, che nel mondo ci siano persone create apposta per accrescere la mia autostima. Credo nelle mutande di ovviesse, nelle autoreggenti e nei pigiami felpati. Credo nelle camice e nelle polo colorate e che i jeans abbiano contribuito a rendere questo mondo un posto migliore. Credo che il caffè sia la droga più potente al mondo e che prima o poi mi condurrà alla follia. Credo che non sia niente di meglio che mangiare cioccolata e comprare scarpe nuove quando tutto il mondo sembra odiarti. Credo nelle metafore come mezzo divino per spiegare la vita Credo che passare un pomeriggio a non fare nulla con la persona giusta possa spiegare il senso della vita. Credo in un Dio tutto mio, che vegli sulle cazzate che faccio, che mi guardi ogni tanto scuotendo la testa ma che sotto sotto sorrida. Credo in un Dio che si prende cura dei suoi figli perché ha pena della limitatezza che li porta a soppiantarlo con qualcosa di più facile. Credo che chi preferisce le cose facili sia più furbo, ma che non sappia cosa si perde davvero. Credo nel matrimonio come impegno davanti all’Universo di mettercela tutta e che chi pensa che sia solo un inutile foglio di carta con un firma abbia solo paura di mettercela, sta firma. Credo che l’Amore duri per sempre, anche se a volte sembra andare in vacanza all’isola di Hakalamalakaneheilemeneilani. Credo che la vita sia uno scherzo dalle mille facce, che a volte lo scherzo sia una ranocchia dentro la tasca e a volte una buca sotto la sabbia dove si sprofonda, che non si possa scegliere dolcetto o scherzetto e quindi tanto vale buttarsi. Credo in me stessa, ogni tanto, ma in queste rare occasioni mi sento soddisfatta di essere me. Credo che chiunque asserisca di sapere come vanno le cose sia il primo a rimanere incastrato. Credo che dormir sotto le stelle non voglia dire solo sentir freddo, che vivere l’avventura sia mettersi in gioco, che i fiori più belli non son quelli di serra. Credo nella famiglia come posto nel quale rifugiarsi. Credo che non capirò mai mia madre ma che le vorrò sempre bene. Credo che mettere al mondo dei figli sia il maggior atto di presunzione possibile ma che è sempre meglio dell’estinzione. Credo che i bambini siano intrinsecamente cattivi e che alcuni di loro siano solo alieni malvagi pronti a rubarci la terra e le donne. Credo che dire un marea di cazzate sia prerogativa dei politici e degli artisti, che un po’ di sana follia renda tutto più allegro, che l’abuso di cazzate giustifichi la morte. Credo nel diritto di ciascuno di autodeterminarsi mediante le azioni che reputa più opportune a patto che se ne prenda piena responsabilità. Credo che ogni donna abbia dei diritti da difendere, che ogni vita sia sacra, che la pena di morte sia ciò che ci avvicini di più al sentirci divinità. Credo in un Dio uno e trino ma poco nella sua Chiesa fatta di sbrillocchi sugli anelli e capitali da investire. Credo in tutti coloro che mollano tutto e Lo seguono ovunque esso sia senza farsi intimorire. Credo che fare un Servizio al prossimo sia un modo per crescere dentro. Credo che tutti coloro che chiacchierano senza poi agire non siano degni della mia stima, credo nella forza delle parole solo se riescono a far passare la fame. Credo nelle catene di carbonio, nelle spirali e che nei quadri di Escher si possa trovare il perché di tante cose. Credo in Shakespeare, in Queneau e in Stefano Benni. Credo che i miei sogni siano premonizioni delle cazzate che non farò mai ma che mi aiutino a stare meglio. Credo nei sogni ad occhi aperti più di quelli ad occhi chiusi. Credo nella Strada che presto troverò anche io lastricata di mattoni gialli sulla quale camminerò saltellando sulle mie scarpette rosse accanto al talpone dei miei sogni.
[Liberamente ispirato alle pagine 391 e 392 di American Gods]